Essere una nuova creatura

lettura ceca

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove” (2Corinzi 5:17). “Se sapete queste cose, siete beati se le fate (Giovanni 13:17)

Ascoltiamo molti studi biblici nella nostra assemblea e altrove, leggiamo tanti libri, frequentiamo convegni, seminari e campi biblici, conosciamo tante cose, ma chiediamoci: Mettiamo in pratica quello che sappiamo? Manifestiamo i segni di una vera conversione?

Il Signore ci mette in guardia da una sterile conoscenza biblica, che non è seguita dall’ubbidienza alla Parola. Conoscere la Parola, senza metterla in pratica, non serve a nulla. Possiamo essere anziani, predicatori e monitori eccellenti, ma se non mettiamo in pratica quello che sappiamo e insegniamo,
non siamo nulla.

Siamo un rame risonante o uno squillante cembalo. Il Signore rimproverò severamente gli scribi e i farisei che dicevano, ma non facevano, apparivano, ma non erano quello che dicevano (Matteo 23:3).

Giacomo ci ricorda:

Ma mettete in pratica la Parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. (Giacomo 1:22-25).

Siamo chiamati a vivere una vita diversa davanti a Dio, nella chiesa, nella famiglia e nel mondo.

Il vero credente lo si riconosce dai frutti. Le parole del Signore Gesù sono molto forti: “Li riconoscete dai loro frutti… Così ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi …..Non chiunque mi dice: Signore, Signore! Entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Matteo 7:16-21).

SEGNI DI UN VERO CREDENTE

  1. Nella sua relazione con Dio: ha una vita santa, consacrata e uno stile di vita diverso, non vive nel peccato e nell’immoralità, ricerca la santificazione. Ama la Parola di Dio, ubbidisce a essa e ha una vita di preghiera. Legge e medita la Bibbia ogni giorno (1 Tessalonicesi 5:17-18; Giosuè 1:8). Ha in profondo timore del Signore e una forte visione della santità di Dio dovunque si trova, come Mosè e Isaia, che avevano paura di guardare Dio (Esodo 3: 1-6; Isaia 6: 1-7). Realizza la presenza e la santità di Dio in tutti gli incontri.
  2. Nelle sue relazioni familiari: Vive una vita di famiglia coerente come marito, moglie e figlio secondo la volontà di Dio. Come marito o moglie realizza la fedeltà e l’amore del matrimonio; come genitore educa i figli nelle vie del Signore. Come figlio, ubbidisce, rispetta e onora profondamente i genitori (Efesini 5: 22-33; 6:1-4).
  3. Nelle sue relazioni nella chiesa: serve il Signore non per motivi egoistici o interessati, ma con gioia, umiltà e sottomissione, per la gloria di Dio, a seconda dei doni spirituali ricevuti e dei bisogni della
    chiesa. (1 Tess. 1: 9). Sa lavorare in armonia e in sintonia con gli anziani e gli altri credenti. Non ha uno spirito di indipendenza, ma è sottomesso a Dio e agli anziani (Ebrei 13:17; 1 Tessalonicesi 5:12-13; 1 Ti 5:17), che hanno la responsabilità di sorvegliare su tutto l’andamento dell’assemblea e sull’insegnamento dottrinale che viene dato. Ama la comunione fraterna ericerca l’unità, evita tutte quelle cose che dividono (orgoglio, ribellione, dissenso, maldicenze, invidie, gelosie e indipendenza, ecc). Persevera nella comunione e frequenta gli incontri stabiliti, non abbandonando la comune adunanza (Atti 2:42- 47; 20:7; Ebrei 10:24-25).

Guardiamoci da una fede morta, che non ha alcun valore davanti a Dio. Esaminiamo noi stessi per vedere se siamo nella fede (2 Corinzi 13:5; Romani 13:11-14).

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