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Annunziare il Vangelo che salva |
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28 Giugno 2010
"Annunziate ogni giorno la salvezza di DIo" (1 Cronache 16:23)
Nel versetto di oggi abbiamo due inviti speciali per ogni credente: "Cantate al Signore un cantico nuovo, annunziate ogni giorno la sua salvezza!". Siamo chiamati a lodare il Signore per le Sue meraviglie e per le Sue opere potenti e a proclamare la Sua grande salvezza.
La Bibbia parla di salvezza, perché l’uomo è perduto, lontano da Dio. Ha bisogno di essere perdonato e liberato dal suo peccato e dal suo egoismo. Dio dà ai credenti il privilegio di annunciare la Sua salvezza. Il grande mandato affidato a tutti i veri cristiani è quello di annunziare il Vangelo che salva (Matteo 28:18-20). Siamo chiamati ad andare, fare discepoli di Gesù Cristo, battezzarli e insegnare loro tutte le cose comandate dal Signore. Abbiamo nel nuovo testamento il quadro di una chiesa in movimento, che va incontro alla gente che perisce. Tutti i credenti erano attivi e impegnati nel proclamare il Vangelo, tutti erano testimoni di Gesù Cristo.
E noi sentiamo il peso delle persone perdute e infelici?
Scirtto da Pasquale Di Nunzio -
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03 Giugno 2010
"Tu ci hai messi alla prova, o Dio, ci hai passati al crogiolo come l'argento" (Salmo 66:10)
Per raffinare un pezzo d’argento, l’orafo lo pone al centro del fuoco, in modo da eliminare tutte le scorie. Egli si siede davanti al fuoco rovente, fissa quel pezzo incandescente e lo tira fuori non appena vede la sua immagine riflessa in esso.
Questo fa Dio, il nostro orafo celeste, per noi. A volte Egli permette che passiamo attraverso il fuoco della sofferenza per purificare la nostra fede. Non dimentichiamo che Dio è seduto davanti a noi e posa i suoi occhi su di noi, fino a quando non vede la sua immagine riflessa in noi.
La sofferenza è un mistero e costituisce un problema che non sempre riusciamo a comprendere. A volte essa fa parte della disciplina di Dio per i suoi figli (Ebrei 12;5-6).
- Si di una disciplina di amore: il Signore corregge chi ama
- Si tratta di una disciplina esercitata dal Signore per il nostro vero bene, affinché siamo partecipi alla Sua santità. Le prove servono a purificare ed a rafforzare la nostra fede.
Scirtto da Pasquale Di Nunzio -
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14 Maggio 2010
"Poiché tu hai detto, o Eterno, tu sei il mio rifugio, nessun male potrà colpirti" (Salmi 91:9,10)
Questo salmo ci parla della sicurezza del credente, la quale poggia su Dio. Egli è l’altissimo, l’Onnipotente, l’Eterno, il rifugio e la fortezza. Il vero credente può dire a Dio con piena fiducia: “Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido” (v. 2). Il Signore promette al credente difesa, protezione, fedeltà e liberazione.
Egli promette a colui che ha fatto del Signore il suo rifugio la liberazione da ogni male. Inoltre assicura a colui che ha posto in Lui il suo affetto, la risposta alle preghiere e la sua presenza nei momenti difficili. “Egli mi invocherà, e io gli risponderò; sarò con lui nei momenti difficili; lo libererò e lo glorificherò” (v. 15). Quale certezza! Quale sicurezza!
Scirtto da Pasquale Di Nunzio -
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12 Maggio 2010
"Ci sono gioie a sazietà in tua presenza" (Salmi 16:11)
Viviamo in una società afflitta da problemi enormi. Il progresso scientifico che avrebbe dovuto darci la felicità, ha creato per ognuno di noi nuove esigenze, senza poi poterle soddisfare pienamente. Si parla tanto di pace, ma intanto i conflitti nel mondo sono sempre più frequenti. Si parla tanto di felicità, ma l’uomo, purtroppo, è infelice.
Abbiamo molto di più dei nostri padri, abbiamo maggiori comodità e benessere, eppure spesso non siamo felici. Molti oggi sono colpiti da ansietà, depressione e agitazione interiore. Ma dove è possibile trovare la vera pace interiore e una gioia duratura? Alcuni cercano di trovare un significato all’esistenza con la ragione e la cultura. Altri cercano la gioia nelle ricchezze e nel benessere, ma inutilmente. Altri cercano nei piaceri un senso alla vita, ma invano.
L’uomo non è soltanto materia; vi è in lui una realtà spirituale, che può trovare soddisfazione solo in Dio. Siamo stati creati per Dio e troveremo riposo e gioia solo in Lui. Vale la pena di credere in Cristo. Egli offre all’uomo deluso e infelice una vita di gioia, degna di essere vissuta.
Scirtto da Pasquale Di Nunzio -
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L'Eterno, la rocca della nostra salvezza |
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10 Maggio 2010
"Viva l’Eterno! Sia benedetta la mia rocca" (2 Samuele 22:47)
Questo canto celebra la liberazione di Dio da tutti i nostri nemici. Il salmista Davide riconosce la grandezza e la gloria del Signore con espressioni molto forti: il Signore viene presentato come una fortezza, il liberatore, uno scudo, il potente Salvatore, un alto rifugio. Dio è anche la rocca della nostra salvezza; Egli non cambia mai, è l’Eterno; è un fondamento saldo e sicuro per coloro che confidano in Lui. Il Signore libera e salva pienamente coloro che lo invocano con sincerità.
Il salmista Davide descrive in questo canto la sua profonda angoscia: i legami della morte lo avevano attorniato, i torrenti della distruzione lo avevano spaventato, i lacci della morte lo avevano sorpreso. Nella sua angoscia, però, invocò il Signore, gridò a Lui e fu liberato pienamente. Non possiamo essere salvati, se prima non riconosciamo il bisogno che abbiamo di Dio e del suo perdono. Cristo è venuto dal cielo a chiamare a ravvedimento non coloro che si considerano giusti, ma quelli che riconoscono il loro peccato e pongono la loro fiducia in Lui, la Rocca della nostra salvezza.
Scirtto da Pasquale Di Nunzio -
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