Cosa vuol dire essere Chiesa

Conoscere Cristo – Servire Dio – Proclamare il Vangelo

“Così la chiesa aveva pace ed era edificata; e, camminando nel timore del Signore e nella consolazione dello Spirito Santo, cresceva costantemente di numero” (Atti 9:31)

La chiesa si distingue da tutte le associazioni di carattere culturale e religioso. Proprio per questo, non deve seguire per la sua vita ed il suo sviluppo principi, modelli e tradizioni umane, ma solo ciò che Dio prescrive nella Sua Parola.

Ogni assemblea locale deve seguire il modello che Dio ci ha lasciato nel Nuovo Testamento. Essa non è un club religioso, né un’istituzione umana.

La chiesa è un organismo vivente, edificato dal Signore stesso mediante l’opera dello Spirito Santo, che compie in colui che si ravvede e crede il miracolo della nuova nascita, inserendolo nel Corpo di Cristo.
Non è un’organizzazione umana, ma una comunità di credenti che si amano e si radunano nel nome del Signore per lodarlo, glorificarlo e servirlo e che vanno nel mondo per rendere la loro testimonianza sia con le parole, sia con la loro vita trasformata.

L’IMPORTANZA DELLA CHIESA LOCALE

La chiesa ha grande valore agli occhi di Dio.

Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei (Efesini 5:25-26). Lo scopo della morte di Cristo non è solo la salvezza dell’individuo, ma anche la formazione di un corpo spirituale.

Dobbiamo realizzare l’importanza della chiesa locale.

I credenti che vivono ai margini della comunità, che frequentano saltuariamente le riunioni, senza essere coinvolti nella vita della chiesa, non si svilupperanno e non matureranno mai completamente.

L’individualismo e l’isolamento spirituale sono pericolosi e contrari all’insegnamento biblico.

La salvezza è individuale, nel senso che ognuno deve dare una risposta personale alla chiamata del Signore, ravvedendosi e credendo, ma non è individualistica e solitaria. L’idea di un credente solitario, che non condivide le responsabilità di una chiesa locale, è estranea al Nuovo Testamento.

Dobbiamo nascere di nuovo individualmente, non per vivere da soli la vita cristiana, bensì per entrare a far parte della grande famiglia di Dio..

MODELLO DELLA CHIESA NEOTESTAMENTARIA

Le nostre assemblee devono rispecchiare il modello della chiesa neotestamentaria.

La chiesa primitiva, pur non essendo esente da problemi, era formata da credenti nati di nuovo, prevalentemente ripieni di Spirito Santo, che studiavano e meditavano la Parola e sperimentavano un’intensa vita di preghiera individuale e comunitaria. Essi avevano una testimonianza efficace ed erano conquistatori di anime per Cristo.

Tutti erano impegnati nell’evangelizzazione e nel servizio. Cercavano e promuovevano la comunione fraterna e l’unità, realizzavano la presenza del Signore e la guida dello Spirito Santo nei radunamenti.
Dio vuole una chiesa impegnata, in cui tutti i membri servono con gioia e sottomissione, a seconda dei doni ricevuti dal Signore.

Ogni assemblea locale ha i suoi doni spirituali, necessari per il suo sviluppo e per la sua crescita. Siamo stati salvati per servire (1Tessalonicesi 1:9). Come avviene nel corpo umano, così nella chiesa, il Corpo di Cristo, ogni membro ha una funzione da svolgere. Affinché ogni credente possa adempiere il suo compito, lo Spirito Santo gli accorda uno o più doni o carismi, ossia la capacità di servire.

Dio vuole anche una chiesa che evangelizza, che ha una visione missionaria, fa discepoli e cresce nella qualità e nella quantità (Atti 1:8; Efesini 4:11-16).

In Atti 2:47, leggiamo:

“Ogni giorno il Signore aggiungeva alla chiesa quelli che erano sulla via della salvezza”.

Nel Nuovo Testamento abbiamo il quadro di una chiesa in movimento, in missione, che va incontro alla gente che perisce. Il “grande mandato” affidato al Corpo di Cristo è quello di evangelizzare.
Non tutti hanno i doni necessari per la predicazione, ma ciascuno può e deve testimoniare della propria fede e conquistare anime per Cristo.

La testimonianza personale di ogni credente, sia verbale che con la vita, è il metodo più efficace per raggiungere il mondo con il Vangelo (At 1:8; Mt 5:13-16).

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